Vernissage / 02
Per il numero di ottobre 2026, Vernissage sceglie di ripartire da ciò che non c’è. Non dall’assenza intesa semplicemente come mancanza, ma dalla sottrazione come possibilità: un gesto capace di produrre significato, aprire uno spazio, mettere in discussione ciò che siamo abituati a vedere e ciò che ci aspettiamo di trovare. Assenza di immagini. Assenza di parole. Assenza di corpi. Assenza di aspettative.
Tra i contributi: @leamelandri riflette sui vuoti della storia delle donne; Rory Tsapayi (westvirginiababy) affronta il tema del lutto attraverso il ricordo di Koyo Kouoh; si indaga il vuoto che attraversa il sistema dell’arte e delle gallerie, così come, negli scritti di Tanja Widmann e @lynn.l.leeson, l’assenza di autorialità e identità. La riflessione si estende inoltre alle persone e alle cose che la tecnologia rende visibili o invisibili e, come nel testo di @loredanaparmesani, alle figure di artisti quali Lee Lozano, Bas Jan Ader, Glenn Gould, Agnes Martin, Tehching Hsieh e Arthur Rimbaud, accomunati da pratiche e gesti di sottrazione rispetto ai sistemi della visibilità, della produzione e della presenza.
___
Vernissage è il nuovo progetto editoriale bimestrale de «Il Giornale dell’Arte» dedicato alle intersezioni tra l’arte e quelle che un tempo si chiamavano arti applicate e che ci piace chiamare imprese culturali, riappropriandoci di una definizione che nacque non proprio lusinghiera. Un magazine che si pone l’obiettivo di osservare la cultura visiva mettendo in luce quanto linguaggi, sistemi economici e immaginari simbolici si incontrano e si contaminano. La curatela è affidata a Jacopo Bedussi.
Si propone come dispositivo capace di restituire profondità e tempo alla lettura delle immagini, in un contesto in cui la loro circolazione è sempre più rapida e spesso priva di stratificazione interpretativa.

